La storia del diamante

Storia del diamante

Il diamante ha sempre esercitato sull’uomo un profondo fascino. Fin dalla notte dei tempi i diamanti rappresentano, la passione, l’amore, il potere. Il nome deriva da due termini greci “diaphanes” (trasparente) e “adamas” (indomabile).

 

La loro storia ha origine 3,5 miliardi di anni fa nella profondità della crosta terrestre, nel mantello della Terra dove esistono le condizioni di altissima pressione necessarie alla loro formazione. Furono i vulcani mediante l’eruzione a trascinarli in superficie.

 

Si pensa che i diamanti siano stati inizialmente riconosciuti ed estratti in India, dove furono trovati in depositi alluvionali lungo i fiumi Krishna e Godavari. Erano utilizzati nelle icone religiose ed è probabile che fossero noti e considerati preziosi già 6.000 anni fa. Giunsero nella Roma antica dall’India e vi sono chiari riferimenti circa il loro utilizzo come strumenti d’incisione.

 

Fino al XVIII secolo dunque  i diamanti provenivano esclusivamente dall’India  ma nell’arco del Settecento, con l’esaurimento delle risorse indiane, avvennero significative scoperte di giacimenti anche in Brasile, con il ritrovamento nel 1725 dei primi diamanti provenienti dal Sudamerica e nel Borneo, da dove ebbe  inizio il commercio del diamante nel sud-est asiatico. Il primo ritrovamento in Sudafrica invece, risale al 1867 nei pressi delle sorgenti del fiume Orange e da quel momento il Sudafrica divenne il principale centro mondiale per la produzione di diamanti.

 

Fino al 1871 vennero sfruttati unicamente i giacimenti di tipo alluvionale ma in seguito si scoprì l’esistenza dei camini diamantiferi, dei quali il più noto è la miniera di Kimberley, che ha dato il nome alla roccia madre del diamante, la kimberlite.